L’Ambasciatore

Attualmente, l’Ambasciata è a carico della signora Ministra Consigliera e Console Generale Tamara Gómez Marín, in qualità di Incaricata d’Affari a.i.

Messaggio dell’Ambasciatore

L’Italia e il Costa Rica mantengono eccellenti relazioni diplomatiche da quasi un secolo. Questo stretto vincolo tra uno dei paesi più ricchi di storia e cultura al mondo com’è l’Italia, e una nazione ricca in biodiversità e bellezza paesaggistica com’è il Costa Rica, si è rafforzato di pari passo con l’aumento delle relazioni commerciali e turistiche, così come della cooperazione con fini di scambio culturale e accademico.

I funzionari dell’Ambasciata

Al momento l’Ambasciata ha una funzionaria diplomatica, la signora Ministra Consigliera e Console Generale Tamara Gomez Marin, Incaricata d’Affari a.i. Nell’area amministrativa e logistica collaborano Barbara Calvo ed Ettore Passerini.

Il Consolato

Costaricensi

I passaporti possono essere rilasciati unicamente nel Consolato Generale di Roma, attraverso un sistema informatico in diretta connessione con la “Dirección General de Migración y Extranjería” di San José. Approfondimenti

Emissione e/o rinnovamento del Documento d’Identità (e cambio di domicilio elettorale). Approfondimenti

Il lasciapassare è concesso in casi di urgenza opportunamente giustificati (Per esempio, in casi di deportazione o di furto o smarrimento del passaporto in prossimità del viaggio di ritorno per il Costa Rica).  Approfondimenti

Iscrizioni al Registro Civile, richiesta di antecedenti penali e Nulla Osta. Approfondimenti

Registro dei cittadini costaricensi residenti in Italia. Approfondimenti

Stranieri

La necessità di ricevere un visto per motivi turistici per recarsi in Costa Rica ed il tempo di permanenza nel Paese dipende dal Paese di origine della persona interessata. È possibile consultare la lista dei Paesi che hanno bisogno del visto qui. Approfondimenti

Le attività lavorative sono interamente proibite agli stranieri senza residenza legale in Costa Rica. Le categorie di eleggibilità più comuni per ottenere la residenza temporanea (2 anni) in Costa Rica sono le seguenti: Approfondimenti

Trasporto di salme e di animali. Approfondimenti

Notizie

Intervista | La diaspora costaricense in Italia: professoressa e studenti del TEC dello scambio a Bologna

Vi invitiamo a leggere un’intervista rivolta a due studenti e una professoressa dell’Istituto Tecnologico del Costa Rica (ITCR), che stanno svolgendo uno scambio presso l’Università di Bologna (UNIBO) nell’ambito di una convenzione di cooperazione tra le due istituzioni.

Si tratta dell’Ing. Laura Brenes Peralta, originaria di San José e Professoressa Associata del Dipartimento di Agroalimentare; degli studenti José María Alvarado Vargas, originario di Cartago, che sta svolgendo uno studio sui residui di caffè per il recupero di biocomposti, e Francela Fernández Vargas, di San Ramón, con una proposta per la costruzione di una pianta di fertilizzanti che recuperi e utilizzi i prodotti derivati dalla polpa del caffè.

Foto UNIBO

Profesora Laura Brenes Peralta:

Laura B

Secondo la sua opinione, quali sono i maggiori benefici della convenzione tra il TEC e la UNIBO?

Questa Convenzione risale al 2017 ed è stata recentemente rinnovata per altri 5 anni, grazie ai risultati positivi raggiunti da entrambe le parti. In modo particolare confluiscono nella Convenzione il Dipartimento di Agroalimentare del TEC (ma è comunque aperta a tutti i dipartimenti della nostra istituzione), e il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari- DISTAL dell’UNIBO. Tra i principali benefici, abbiamo riscontrato lo scambio di esperienze, conoscenza e metodi applicati alla nostra area di azione, la visualizzazione di differenti stili e tecniche di ricerca e insegnamento- apprendimento, e la sensibilizzazione culturale tra le due istituzioni e tra i partecipanti. Da un lato, gli studenti sono stati esposti alle tecnologie, sistemi produttivi e differenti contesti, e dall’altro i docenti hanno cercato di essere al passo e migliorare nella loro formazione professionale. In generale, crediamo che come Dipartimento abbiamo allargato i nostri orizzonti grazie all’internazionalizzazione, e abbiamo imparato a valorizzare e rafforzare il ruolo che come costaricensi abbiamo il dovere di apportare globalmente al Paese e ai sistemi agroalimentari. Un’area specifica che ne ha tratto beneficio è il lavoro sullo spreco alimentare. Sebbene a livello latinoamericano il nostro Paese sia uno dei più attivi sul tema dello spreco alimentare, trovare modi per condividere esperienze con l’UNIBO e ciò che rappresenta l’Italia in questa materia, è una grande opportunità.

Potrebbe condividere con noi il lavoro che ha realizzato nell’ambito di questa convenzione?

Ho supportato principalmente la coordinazione di seminari, visite tecniche, e ho collaborato insieme alla Direzione del nostro Dipartimento, autorità istituzionali e la nostra controparte, diversi tirocini di studenti del TEC presso l’UNIBO e viceversa. Abbiamo consolidato un’importante area di ricerca per il nostro Dipartimento dedicata alla gestione ambientale nel settore agroalimentare. Attualmente realizziamo studi in entrambe le università applicando il Ragionamento del Ciclo della Vita in modo innovativo nei processi decisionali e politici, di fronte una produzione agroalimentare sostenibile. Esempio di tutto ciò è stato il lavoro nelle catene di produzione del caffè, latte, vegetali, ananas, produzione di fibre naturali e la gestione dello spreco alimentare.

Secondo lei, in futuro, quali potrebbero essere ulteriori progetti e opportunità che possono essere promossi dalla convenzione tra le università?

Un esempio specifico iniziato questo ottobre è il progetto internazionale LatinLAB, che ha l’obiettivo di dar vita a laboratori virtuali e proposte innovative per far fronte al problema dello spreco alimentare. Prodotto del legame TEC-UNIBO, con questa attività stiamo iniziando a intraprendere scambi con organizzazioni della Repubblica Dominicana e l’Argentina; detto in altre parole: la collaborazione e l’internazionalizzazione continuano a crescere. Desideriamo che tutte le opportunità che stanno nascendo si mantengano in futuro, così come aumentare i progetti di cooperazione, tesi e lavori di laurea per studenti, tirocini curriculari e docenti di entrambe le università legati a questi processi produttivi, e la partecipazione nelle pubblicazioni internazionali.

Quali pensa che siano i principali contributi del Costa Rica e dei professionisti in queste associazioni tra le università di entrambi i paesi?

Credo che il Costa Rica dia importanti contributi in questi processi di collaborazione universitaria. Da un lato, dispone di professionisti di alta qualità desiderosi di ampliare i propri orizzonti e restare aggiornati, e ciò permette la condivisione di esperienze di grande valore sia a livello dell’insegnamento e ricerca.

Inoltre, il Paese stesso rappresenta per i membri delle università sia nazionali sia straniere la possibilità di accedere ad un prezioso insieme di sistemi, oggi esempio di produzione sostenibile riconosciuti a livello globale; ciò risulta attrattivo e positivo per una miglior articolazione delle catene di valore internazionale in cui i nostri professionisti finiranno per farne parte.

José María Alvarado Vargas:

José María A

Potrebbe gentilmente spiegarci in cosa consiste il suo progetto alla UNIBO?

Il tirocinio che sto svolgendo all’UNIBO si incentra sulla valorizzazione dei residui del caffè, focalizzato sul recupero dei biocomposti. In questa occasione stiamo lavorando con borosa del caffè (residuo che si trova dopo la realizzazione della bevanda) che comunemente viene gettato via. Nella ricerca realizzata tra il TEC e l’UNIBO vogliamo trovare una soluzione per questo residuo, basato sull’economia circolare, dando così un’opzione per il suo recupero e possibili usi.

Come è stata la sua esperienza di scambio?

Senza alcun dubbio è molto meglio di ciò che avevo immaginato, dallo scambio culturale ai progressi scientifici e tecnologici disponibili in Italia. Come in ogni cosa, all’inizio si ha un po’ di paura, è tutto diverso e sembra ti travolga, ma bisogna solo abituarsi e godersi l’opportunità.

Ciò che ho più apprezzato di questa opportunità è tutta questa formazione e apprendimento che sto acquisendo, che ovviamente non vedo l’ora di mettere in pratica una volta tornato in Costa Rica.

 Quali benefici possono apportare i progetti tra il TEC e l’UNIBO nel settore agroalimentare?

La cooperazione tra le istituzioni è di fondamentale importanza per raggiungere progetti di successo di cui possono beneficiare entrambe le parti. In questo caso, la cooperazione internazionale va oltre una semplice istituzione o settore produttivo, ma coinvolge i paesi implicati in quanto tali. È così che si riflette la buona relazione tra Costa Rica e Italia, lavorando assieme attraverso una delle università più importanti.

Le opportunità sono innumerevoli nel settore agroalimentare: dallo sviluppo/miglioramento dei prodotti alimentari (includendo la produzione primaria), alla valorizzazione dei residui agroindustriali. Per entrambe le parti questo lavoro collettivo apporta un apprendimento inestimabile, anche perché entrambe le parti apprendono l’una dall’altra.

Secondo lei, qual è il valore aggiunto che i giovani professionisti costaricensi apportano nello scambio accademico con l’Italia?

Come futuri professionisti, questo tipo di scambi accademici sono preziosi per il processo formativo che stiamo svolgendo. Queste esperienze ci riempiono di conoscenze specifiche che si possono applicare in Costa Rica. Abbiamo tuttavia molto da apportare. Nel caso dell’Italia, sarebbe sul settore primario dei prodotti che si consumano con molta frequenza, come il caffè, e in Costa Rica abbiamo anni di esperienza in questo settore.

Francela Fernández Vargas:

Francela FCi può spiegare, gentilmente, in cosa consiste il suo progetto all’UNIBO?

Sto svolgendo il progetto finale di laurea per CoopeTarrazú R.L, dato che è la cooperativa più grande di caffè in Costa Rica, che coinvolge più di 5.000 piccoli produttori. Il mio progetto consiste in una proposta di investimento per la costruzione di un impianto che processi fertilizzanti di tipo organo-minerale, partendo dal sottoprodotto della polpa di caffè. L’azienda sviluppa un modello di produzione basato sull’economia circolare, dove vengono studiate e implementate alternative per l’utilizzo dei sottoprodotti. Inoltre, uno dei principali obiettivi è offrire un prodotto finale funzionale e di qualità ai produttori della cooperativa.

Nel corso dello sviluppo del mio progetto finale ho imparato molto sui sottoprodotti e sul modo in cui implementare tale modello economico circolare. Per di più, studiare temi relazionati al ciclo della vita, economia circolare e spreco degli alimenti è di notevole importanza.

Il mio scambio con l’UNIBO si è suddiviso in queste due attività. In un primo momento ho frequentato un corso di 60 ore che fornisce allo studente strumenti chiave per la ricerca di alternative riguardanti prodotti a impatto zero, consumo di prodotti locali e proteine alternative, e da qui utilizzare ciò che è stato appreso come input per l’implementazione per la produzione e consumo sostenibile. La seconda attività è stata quella di collaborare con un progetto sul ciclo della vita per conoscere le emissioni che vengono prodotte e rilasciate all’ambiente.

Inoltre, ho avuto l’opportunità di partecipare a dibattiti sul ciclo della vita e sull’economia circolare, in cui si sono presentati casi di aziende che realizzano questi studi, sul caffè e sull’ananas.

Come è stata la sua esperienza di scambio?

La mia esperienza è stata davvero preziosa, mi ha arricchito molto. Ho sempre desiderato venire in Italia per uno scambio, perché avevo fatto ricerche sugli aspetti accademici, che sono molto buoni. Nelle aree della formazione ci sono professionisti qualificati che cercano il modo di migliorare il sistema accademico. E poi l’ambiente universitario a Bologna è fantastico, e qualsiasi studente interculturale si sente parte dell’istituzione, anche grazie alle attività ricreative che organizzano.

Che nuove opportunità pensa ci siano a livello bilaterale tra Costa Rica e Italia nella sua area di studio?

La mia area di studio è relazionata con aspetti agroindustriali, ed è per questo che mi interessano aspetti ambientali e di tracciabilità dei prodotti, in particolar modo il caffè. Questo interesse nasce dal fatto che provengo da una famiglia di produttori di caffè, che, inoltre, lo processano e lo esportano, e ciò mi ha permesso di conoscere tutta la catena agroalimentare di questo prodotto. È per questa ragione che so quanto impegno i produttori e le aziende costaricensi mettono per poter produrre un caffè di qualità  ed esportarlo nei diversi Paesi del mondo.

Durante la mia permanenza in Italia ho notato che gli italiani sono grandi consumatori di caffè, ed è per questo che ritengo ci sia un’opportunità bilaterale tra il Costa Rica e l’Italia per offrire al consumatore italiano caffè di origine costaricense, con informazioni dettagliate sulla sua tracciabilità, le sue caratteristiche organolettiche, tipologie, varietà e differenti processi di fermentazione, che l’agrobusiness del caffè di Costa Rica offre. Si tratta di un tema molto ampio, ma penso che agli italiani sia sempre piaciuto conoscere i prodotti che consumano, come nel caso dei formaggi o vini. Il caffè, come questi, “abbraccia” un mondo notevolmente interessante e attrattivo.

Un’altra opportunità a livello bilaterale tra Costa Rica e Italia è la ricerca di contatti per far sì che il Costa Rica implementi nelle sue produzioni commerciali processi e concetti che coinvolgano prodotti organo-minerali. Questo sistema è stato poco studiato in Costa Rica ed è nuovo, mentre l’Italia negli ultimi anni si è distinta per la sua gestione integrale e le sue idee innovative al fine di garantire la qualità di un fertilizzante organo-minerale. Ciò è un’opportunità per il Costa Rica di ampliare le proprie prospettive sul modo di trattare i residui, e allo stesso tempo disporre di opzioni differenti per non dipendere unicamente dai fertilizzanti chimici.

 

 

Commemorazione del 78º Anniversario dell’Eccidio del Cavalcavia

Il 10 ottobre, la signora Incaricata di Affari a.i. Tamara Gómez Marín ha partecipato alle attività di commemorazione del 78° anniversario dell’ “Eccidio del Cavalcavia” a Casalecchio di Reno, dove è morto il medico costaricense Dr. Carlos Collado Martínez, assassinato dai nazisti insieme ad altri dodici partigiani.

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A piazza Matteotti si è svolta una commemorazione durante la quale hanno partecipato il signor Sindaco Massimo Bosso, l’Associazione Nazionale dei Partigiani (ANPI) di Casalecchio di Reno, studenti locali e la Sra. Maria Chiara Lucatti, in rappresentanza dell’Associazione italo-costaricense ANACRI.

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La signora Incaricata di Affari a.i. ha rivolto alcune parole alle persone presenti, ed ha posto l’accento sull’importanza degli sforzi della memoria per evitare che si ripetano le dolorose azioni di conflitto e violenza che lacerano l’umanità.

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Il Dr. Collado è un coraggioso e gentile esempio dello spirito democratico dell’essere costaricense, della difesa dei diritti umani e della libertà. La commemorazione annuale per ricordarlo insieme ai suoi compagni caduti onora la sua memoria, e ci permette di rivitalizzare le fraterne relazioni di amicizia tra i nostri popoli.

La signora Gómez ha colto l’occasione per visitare a Casalecchio di Reno il “Giardino della Repubblica di Costa Rica”, dove è situato un busto del Dr. Collado Martínez, opera dello scultore nazionale Olger Villegas Cruz.

 

 

 

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Le attività si sono poi spostate a Bologna, dove è stata collocata una corona di fiori vicino la lastra dedicata al Dr. Collado nell’Istituto di Anatomia Patologica del Policlinico Sant’Orsola, dove studiò e lavorò.

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Documenti

MENSAJE A LOS Y LAS COSTARRICENSES EN EL MES DE LA PATRIA

Queridos compatriotas,

Llegó un nuevo mes de septiembre para la celebración de la independencia de nuestra querida Costa Rica.

2020 será recordado como una fecha difícil en todo el mundo. La pandemia nos ha golpeado, pero entre todos sabremos recuperarnos.

Costa Rica espera de todos nosotros, de quienes estamos allá y de quienes estamos fuera del terruño, un esfuerzo grande para mantener nuestra Nación fresca y próspera, como nos la entregaron los abuelos que con tanto esfuerzo nos heredaron un país de paz, sin ejército y hermoso.

bandera escudo

Hoy estamos todos llamados a poner un grano de arena por quien menos tiene, a ofrecer nuestra mano a los más necesitados para que logren recuperar su salud, sus trabajos y el sustento de ellos y de sus familias.

Estoy seguro que ya ustedes están trabajando en ese sentido: ayudando a sus familiares, a sus conocidos e incluso a muchos desconocidos.

A los ticos nos caracteriza la solidaridad y no nos gusta saber que algún compatriota se acuesta con hambre.

No nos gusta que nuestros connacionales se queden atrás en la carrera del progreso social y económico; carrera que estamos acostumbrados a correr todos juntos, tratando de que nadie se quede muy atrás.

Hoy la Patria está sufriendo los embates del virus por lo que más que nunca se nos requiere, para que entre todos y todas, devolvamos la esperanza a tantos ticos afectados, y, en especial, devolver la sonrisa a los rostros de nuestros ancianos y niños.

La Embajada y el Consulado están trabajando, como nos corresponde, en aspectos importantes como la diplomacia sanitaria, tratando de lograr acuerdos y cooperación entre científicos costarricenses e italianos, para combatir al virus, buscando fórmulas  que beneficien a ambos pueblos y cualquier otro país que lo requiera en estos momentos en que el Coronavirus nos ha dejado claro que somos una sola humanidad en un único planeta.

Todos debemos trabajar juntos y sin egoísmos. Costa Rica está haciendo lo suyo, como lo propuso el señor Presidente de la República a la Organización Mundial de la Salud, con su iniciativa del reservorio gratuito y abierto a las necesidades de todas las naciones, iniciativa a la cual se sumaron muchos países. El reservorio busca que los hallazgos científicos para combatir la pandemia se hagan públicos, sin discriminación de ningún tipo y sin fines de lucro.

También estamos trabajando en la diplomacia económica, que ha sido un gran interés del señor Canciller de la República y de la señora Viceministra, para reactivar los intercambios comerciales entre Costa Rica e Italia, que permitan reacomodarnos en esta época de pandemia y post-pandemia.

En este sentido estamos organizando un Encuentro Comercial Virtual entre Costa Rica e Italia, al cual todos los interesados están invitados a participar, sean ustedes, u otros  costarricenses o italianos que deseen conocer las facilidades que las instituciones nacionales les brindan a exportadores, importadores o inversionistas.

Por este motivo participan juntos el Ministerio de Relaciones Exteriores y Culto, el Ministerio de Economía, Industria y Comercio, Ministerio de Comercio Exterior, Procomer y CINDE.

Igualmente, participan entidades privadas como la Cámara de Exportadores (CRECEX), la Cámara Italo-Costarricense y el Grupo Zeta.

Para lograr que los objetivos del encuentro se logren, participan obviamente contrapartes italianas como Confesercenti per l’Internazionalizzazione, Confindustria Regione Marche y otros.

Acompañará el encuentro el Excelentísimo Embajador de Italia en Costa Rica.

invitacion

Esperamos que a esta iniciativa se unan, muy especialmente, las Pymes, miPymes y mujeres emprendedoras. Adjunto encontrarán la agenda de la actividad para que la compartan con quienes tengan interés en este tipo de actividad.

Celebremos con solidaridad y cariño el 199 cumpleaños de la Patria.

Ronald Flores, Embajador

Giovanna Valverde, Ministro Consejero y Cónsul

Carla Sierra, Consejera

Ileana Ordóñez, Primer Secretario

 

¡QUÉ VIVA COSTA RICA!

Saggio del costaricense Marino Protti, vincitore del Network Internazionale di Consulenza Scientifica Governativa – America Latina 2019 –

Roma, 14 maggio 2020 – Condividiamo con voi il link alla Rassegna di Politica Estera del Ministero degli Affari Esteri del Costa Rica in cui troverete, a partire da pag. 65, l’articolo “Consulenza scientifica e diplomazia scientifica come strumenti per risolvere una contraddizione: il caso del Costa Rica e il Trattato Antartico” il cui autore è lo scienziato costaricano Marino Protti.

Questo articolo è stato il saggio vincitore dell’appello del 2019 del Network Internazionale per la consulenza scientifica governativa in America Latina.

(https://www.rree.go.cr/files/includes/files.php?id=1686&tipo=documentos)

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