L’Ambasciatore

L’Ambasciatore è il signor Istvan Alfaro Solano.

Messaggio dell’Ambasciatore

Sono lieto di salutarvi e allo stesso tempo di informarvi che assumo questo alto onore, quello di essere l’Ambasciatore del Costa Rica in Italia, sapendo che si tratta di una grande responsabilità e con la gioia di poter servire il mio Paese e voi, costaricensi in Italia.

I funzionari dell’Ambasciata

I funzionari diplomatici dell’Ambasciata sono l’Ambasciatore Istvan Alfaro Solano e la Ministra Consigliera e Console Generale Tamara Gómez Marín. Nell’area amministrativa e logistica collaborano Bárbara Calvo Guevara, Marianna Mossini ed Ettore Passerini.

Il Consolato

Costaricensi

I passaporti possono essere rilasciati unicamente nel Consolato Generale di Roma, attraverso un sistema informatico in diretta connessione con la “Dirección General de Migración y Extranjería” di San José. Approfondimenti

Emissione e/o rinnovamento del Documento d’Identità (e cambio di domicilio elettorale). Approfondimenti

Il lasciapassare è concesso in casi di urgenza opportunamente giustificati (Per esempio, in casi di deportazione o di furto o smarrimento del passaporto in prossimità del viaggio di ritorno per il Costa Rica).  Approfondimenti

Iscrizioni al Registro Civile, richiesta di antecedenti penali e Nulla Osta. Approfondimenti

Registro dei cittadini costaricensi residenti in Italia. Approfondimenti

Stranieri

La necessità di ricevere un visto per motivi turistici per recarsi in Costa Rica ed il tempo di permanenza nel Paese dipende dal Paese di origine della persona interessata. È possibile consultare la lista dei Paesi che hanno bisogno del visto qui. Approfondimenti

Le attività lavorative sono interamente proibite agli stranieri senza residenza legale in Costa Rica. Le categorie di eleggibilità più comuni per ottenere la residenza temporanea (2 anni) in Costa Rica sono le seguenti: Approfondimenti

Trasporto di salme e di animali. Approfondimenti

Notizie

Rimpatriato in Costa Rica un reperto precolombiano recuperato in Italia

Il 9 maggio è stato rimpatriato in Costa Rica un vaso con i tratti di un viso, di origine precolombiana e appartenente al patrimonio archeologico della Costa Rica, che è stato consegnato al Museo Nazionale per la sua conservazione. La Console Generale, Tamara Gómez Marín, si è occupata del trasferimento del reperto.

Il manufatto precolombiano è stato sequestrato dai Carabinieri della Tutela del Patrimonio Culturale della città di Ancona, in Italia, e consegnato a questa Ambasciata, al termine di un iter interistituzionale volto a verificarne l’origine nazionale e richiederne la restituzione.

Grazie al coordinamento tra questa Ambasciata, il Ministero delle Relazioni Estere e del Culto e il Museo Nazionale, il manufatto originario del Nord Pacifico è rientrato in Costa Rica.

Questo caso rappresenta un esempio concreto dell’amicizia tra Italia e Costa Rica, un riflesso delle solide relazioni bilaterali che ci legano. Entrambi i Paesi dimostrano un forte impegno nel recupero e nella restituzione del patrimonio culturale e archeologico ai legittimi proprietari.

 

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La Costa Rica esporta in Italia il primo lotto di caffè a deforestazione zero

La Costa Rica è diventato il primo Paese a esportare nell’Unione Europea (UE) un primo lotto di caffè con certificazione “deforestazione zero”, in un progetto pilota che rispetta le normative europee che entreranno in vigore nel dicembre 2024.

Il 14 marzo è stato sigillato il container con 275 sacchi di caffè (quasi 19.000 chili) di CoopeTarrazú, acquistato dall’azienda Illy, che arriverà nella città di Trieste, in Italia.

Il regolamento UE 2023-1115, che fa parte del “Patto Verde” contro gli effetti del cambiamento climatico, impedisce agli esportatori e agli importatori degli Stati membri dell’UE di commerciare senza certificazione una lista di prodotti associati alla deforestazione e al degrado ambientale. Il caffè è uno dei prodotti inclusi nel regolamento.

Il progetto pilota, che ha permesso alla Costa Rica di essere pioniere nell’invio di caffè certificato all’UE, ha coinvolto l’ICAFE (Istituto del Caffè di Costa Rica), il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) Costa Rica e CoopeTarrazú, che ha una vasta esperienza nell’esportazione nell’UE.

Per certificare che un caffè è a “deforestazione zero”, è necessario fornire una documentazione che garantisca che, a partire da dicembre 2020, non sia stata effettuata alcuna deforestazione per estendere la frontiera agricola di un’azienda di caffè. In Costa Rica, grazie a normative come la Legge Forestale n. 7575 in vigore dal 1996, la produzione di caffè si è sviluppata per anni senza deforestazione. Inoltre, l’attuazione di azioni di mitigazione appropriate a li

vello nazionale (NAMA) ha permesso al settore del caffè di ridurre le emissioni che incidono sul cambiamento climatico.

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Foto cortesia: ICAFÉ

Documenti

Rimpatriato in Costa Rica un reperto precolombiano recuperato in Italia

Il 9 maggio è stato rimpatriato in Costa Rica un vaso con i tratti di un viso, di origine precolombiana e appartenente al patrimonio archeologico della Costa Rica, che è stato consegnato al Museo Nazionale per la sua conservazione. La Console Generale, Tamara Gómez Marín, si è occupata del trasferimento del reperto.

Il manufatto precolombiano è stato sequestrato dai Carabinieri della Tutela del Patrimonio Culturale della città di Ancona, in Italia, e consegnato a questa Ambasciata, al termine di un iter interistituzionale volto a verificarne l’origine nazionale e richiederne la restituzione.

Grazie al coordinamento tra questa Ambasciata, il Ministero delle Relazioni Estere e del Culto e il Museo Nazionale, il manufatto originario del Nord Pacifico è rientrato in Costa Rica.

Questo caso rappresenta un esempio concreto dell’amicizia tra Italia e Costa Rica, un riflesso delle solide relazioni bilaterali che ci legano. Entrambi i Paesi dimostrano un forte impegno nel recupero e nella restituzione del patrimonio culturale e archeologico ai legittimi proprietari.

 

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La Costa Rica esporta in Italia il primo lotto di caffè a deforestazione zero

La Costa Rica è diventato il primo Paese a esportare nell’Unione Europea (UE) un primo lotto di caffè con certificazione “deforestazione zero”, in un progetto pilota che rispetta le normative europee che entreranno in vigore nel dicembre 2024.

Il 14 marzo è stato sigillato il container con 275 sacchi di caffè (quasi 19.000 chili) di CoopeTarrazú, acquistato dall’azienda Illy, che arriverà nella città di Trieste, in Italia.

Il regolamento UE 2023-1115, che fa parte del “Patto Verde” contro gli effetti del cambiamento climatico, impedisce agli esportatori e agli importatori degli Stati membri dell’UE di commerciare senza certificazione una lista di prodotti associati alla deforestazione e al degrado ambientale. Il caffè è uno dei prodotti inclusi nel regolamento.

Il progetto pilota, che ha permesso alla Costa Rica di essere pioniere nell’invio di caffè certificato all’UE, ha coinvolto l’ICAFE (Istituto del Caffè di Costa Rica), il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) Costa Rica e CoopeTarrazú, che ha una vasta esperienza nell’esportazione nell’UE.

Per certificare che un caffè è a “deforestazione zero”, è necessario fornire una documentazione che garantisca che, a partire da dicembre 2020, non sia stata effettuata alcuna deforestazione per estendere la frontiera agricola di un’azienda di caffè. In Costa Rica, grazie a normative come la Legge Forestale n. 7575 in vigore dal 1996, la produzione di caffè si è sviluppata per anni senza deforestazione. Inoltre, l’attuazione di azioni di mitigazione appropriate a li

vello nazionale (NAMA) ha permesso al settore del caffè di ridurre le emissioni che incidono sul cambiamento climatico.

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Foto cortesia: ICAFÉ

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